Offriamo la nostra esperienza e conoscenza della zona per tutto quello che riguarda l’aspetto tecnico legato alla realizzazione – ristrutturazione di un immobile.

  • Pratiche Edili (C.I.L.A. - C.I.L. – D.I.A. – S.C.I.A. – PdC)
  • Pratiche attività produttive presso i SUAP;
  • Certificazioni energetiche (APE);
  • Visure Catastali e Planimetriche ON LINE;
  • Pratiche catastali, accatastamenti, variazioni;
  • Rilievi topografici;
  • Successioni e Volture;
  • Progettazione in ambiente CAD con modellazione 3D e Rendering;
  • Direzione lavori;
  • Contabilità dei lavori. 


La CILA è stata introdotta nel 2010 con la Legge 73 che ha modificato l’Art. 6 del Testo Unico dell’edilizia (d.p.r. 380/01). Si tratta di uno strumento normativo finalizzato alla realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria che non tocchino le parti strutturali dell’edificio .
La Legge n.164 del 2014 ha esteso gli interventi di manutenzione straordinaria anche a quelli di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari.

Dove va presentata la CILA?

Va presentata allo sportello unico dell’edilizia – chiamato anche ufficio tecnico – del proprio comune dallo stesso proprietario, o un suo delegato; anche se molti comuni stanno sviluppando sistemi informatici che permettono di inviare la CILA direttamente online.

Quali sono i contenuti della CILA?

Prima di tutto, la comunicazione va presentata prima dell’inizio dei lavori con la modulistica pre-compilata dal proprio Comune. 

I documenti da consegnare sono:

  • Comunicazionefirmata dal proprietario e dal progettista;
  • Relazione asseverataa firma di un tecnico abilitato;
  • Elaborati di progettocon lo stato di fatto, lo stato dopo i lavori e l’intra-operam;
  • Dati dell’impresae il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).
    Più precisamente, dopo l’entrata in vigore del D.L. 69/2013 (Decreto del Fare) è l’amministrazione comunale stessa a dover acquisire quest’ultimo documento, anche se è ancora in uso l’abitudine, da parte degli enti, di richiederlo al committente.

Relazione tecnica asseverata.

È una relazione in cui il tecnico dichiara di non essere soggetto a rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente, assevera la conformità dei lavori agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e assevera che i lavori, secondo la normativa statale e regionale, non prevedono il rilascio di un titolo abitativo.

Con la CILA i lavori possono iniziare immediatamente, il che semplifica e riduce i tempi di realizzazione.

La relazione tecnica, le asseverazioni e l’assenza del silenzio-assenzo del comune comportano una maggiore responsabilità civile e penale del tecnico che assume ora parte delle competenze che prima erano dell’ufficio tecnico. In questo caso, però, la cosa potrebbe subire variazioni da comune a comune.

I costi della CILA.

La CILA non prevede pagamenti di oneri concessori in quanto semplice comunicazione, anche se molti comuni applicano dei diritti di segreteria che a volte toccano cifre considerevoli.

Una spesa che va considerata è la parcella del tecnico che può variare a seconda delle fluttuazione del libero mercato. L’onorario non è più legato alle tariffe minime decise dagli Ordini, l’obbligo è stato abrogato nel 2006 dalla Riforma Bersani.
Il tecnico deve essere un libero professionista (architetto, ingegnere, geometra o perito industriale) iscritto al rispettivo albo professionale che abbia una partita IVA. Dovrò rilasciare, dopo aver presentato la pratica, una fattura per prestazione professionale. Tale fattura potrà essere detratta se i lavori rientrano tra quelli agevolabili con detrazione 50% e 65%.

Quali sono le sanzione per la mancata presentazione della CILA?

La mancata presentazione della comunicazione causa una sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro.
Se il proprietario, volontariamente, effettua la comunicazione a lavori iniziati può avere una decurtazione della sanzione pari a due terzi della cifra piena, pagando così 333 euro.

È piuttosto ovvio come al cittadino convenga rispettare le normative per evitare sanzioni. Inoltre, è necessario prestare attenzione in quanto la realizzazione di interventi edilizi, oltre ad essere una responsabilità civica, è importante per evitare problemi in sede di compravendita dell’immobile.

Conformità (urbanistica e catastale).

L’unità immobiliare modificata che non è stata regolarizzata al Catasto dovrà esserlo prima del rogito (in caso di vendita) o si dovrà ripristinare lo stato originario dell’immobile.
Da luglio 2010, infatti, per ogni immobile venduto deve essere dichiarata la conformità catastale, ovvero che lo stato di fatto coincida coi dati catastali.

Se si vuole rimodernare la propria casa o metterla a posto per poterla vendere, è bene essere preparati a tutto quello che è da fare per essere nel rispetto delle regole.

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